INCONTRI CON LE ECCELLENZE: Valdo Spini su “mutamenti climatici e politiche ambientali” il 14 novembre all’Auditorium

invito_spini_eccellenzeMartedì 14 novembre 2017

ore 17.30

AUDITORIUM DELLA FONDAZIONE BANCA DEL MONTE DI LUCCA

 

Il verificarsi del riscaldamento dell’atmosfera con i connessi fenomeni di mutamenti climatici ha attirato fin da gli anni ottanta del secolo scorso, l’attenzione delle Nazioni Unite che hanno costituito uno specifico organismo di studio sul fenomeno lo IPCC (Intergovernemntal  Panel on Climate Change).

I rapporti annuali dello Ipcc hanno affermato con chiarezza che tali fenomeni erano derivanti dall’azione dell’uomo cioè dalle sue attività economiche (le emissioni di Co2) o dallo sfruttamento sconsiderato di risorse ambientali (la deforestazione) e così via. Ormai vi è una quasi totale unanimità della comunità scientifica su questa diagnosi.

Ne conseguiva che le emissioni di ossido di carbonio (Co2) nell’atmosfera e in generale i gas ad effetto serra responsabili del riscaldamento della nostra atmosfera potevano e dovevano essere frenate attraverso accordi di regolamentazione internazionale.

Altrimenti il riscaldamento dell’ecosfera avrebbe portato, come ha portato a scioglimenti di ghiacci, innalzamenti del livello del mare, mutamenti climatici sia dal punto di vista dell’estendersi delle aree di siccità che dal punto di vista dell’intensificazione di determinate precipitazioni.

Tali accordi si sono succeduti via via nel tempo, come il protocollo di Kyoto redatto nel 1997, senza arrivare però a risultati sostanziali, nonostante l’impegno in questo campo dell’Unione Europea. Finalmente le due grandi potenze a cui congiuntamente  può essere  ascritto il 50% delle emissioni di gas ad effetto serra, cioè Usa e Cina , si dichiaravano disponibile ad intervenire in materia. (Dichiarazione congiunta Obama-Xi Jinping del 1/X!/2014).

Si verificava quindi una presa di coscienza del fenomeno del riscaldamento climatico e dei suoi pericoli di cui si faceva interprete anche l’enciclica di Papa Francesco, “Laudato sì” (24 Maggio 2015) all’immediata vigilia del vertice di Parigi, la Cop 21, destinata a trovare un nuovo accordo sul clima.

A Parigi, nel dicembre 2015, tale accordo veniva raggiunto con un nuovo approccio, cioè con l’impegno dei vari paesi contraenti a depositare i loro piano di riduzione del Co2 volontariamente assunti in modo da raggiungere tutti insieme l’obiettivo del.

La conferenza di Parigi si concludeva l’11 dicembre 2015 con un successo anche se non completo ma tuttavia soddisfacente.

il risultato chiave è stato quello di prevedere un accordo per fissare l’obiettivo di limitare l’incremento del riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius (°C) rispetto ai livelli pre-industriali. L’accordo prevede un’emissione antropica di gas serra pari a zero da raggiungere durante la seconda metà del XXI secolo. Nella versione adottata dell’Accordo di Parigi, le parti si impegneranno anche di “proseguire gli sforzi per” limitare l’aumento della temperatura di 1,5 °C. Secondo alcuni scienziati, l’obiettivo di 1,5 °C richiederà l’inizio delle “emissioni zero” a partire da un periodo compreso tra il 2030 e il 2050.

La prospettiva della lotta ai mutamenti climatici, sta stimolando settori importanti delle  economiae del mondo all’innovazione tecnologica in vista sia del risparmio energetico che di modalità di produzione e trasporto a basso inquinamento e non inquinanti.

Nelle elezioni di novembre 2016 negli Usa veniva eletto l’attuale presidente Donald Trump che nella sua campagna elettorale aveva preso l’impegno di sganciare gli Usa  dagli accordi di Parigi. Una volta eletto, in effetti il presidente Trump ritira gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi  il 2 giugno 2017.

Tuttavia importanti realtà territoriali degli Usa, come per esempio la città di New York (lo ha annunciato il Sindaco  Bill de Blasio)  hanno annunciato che intendono conformarsi agli accordi di Parigi.

La stessa Casa Bianca ha peraltro rilasciato pochi giorni fa, il 4 novembre 2017 un rapporto scientifico” delle agenzie federali Usa   in cui si afferma che  la terra sta sperimentando il periodo più caldo nel storia della civilizzazione e  che gli uomini sono la causa dominante dell’aumento della temperatura verificatasi all’inizio del XXI secolo. L’aumento di temperatura  è causa di eventi meteo -record e di temperature estreme. Il trend globale e a lungo termine del riscaldamento viene definito “inequivocabile” mentre si ribadisce che “non c’è una convincente spiegazione alternativa “ per attribuirne la responsabilità a cause diverse da quella dell’azione degli esseri umani .

Una posizione questa del tutto in contrasto con quanto sta facendo in pratica l’amministrazione Trump in tema di uso dei fossili (carbone e petrolio) per la produzione di energia.

In questi giorni si è svolge  la Cop23 a Bonn. Alla Conferenza (anche detta COP23, cioè 23esima Conferenza delle Parti) saranno rappresentate 180 nazioni  si prevede la partecipazione di oltre 25.000 persone da qui alla chiusura dei lavori  che avverrà il 17 Novembre.

Intanto, “Il 2017 probabilmente sarà uno dei tre anni più caldi mai registrati – ha affermato Patricia Espinosa, Segretario esecutivo dell’Onu sui cambiamenti climatici – E gli indicatori a lungo termine delle concentrazioni di biossido di carbonio, dell’innalzamento del livello del mare e dell’acidificazione degli oceani, tra altri fenomeni perturbatori, continueranno se non agiamo.”

Vedremo come la Conferenza di Bonn potrà rilanciare l’attuazione degli accordi di Parigi, un punto cruciale

per affrontare  uno dei problemi più drammatici che affliggono oggi  l’umanità .

 

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