Vis-à-Vis – la Mostra di Federico Giammattei in collaborazione con l’Anffas

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Vis-à-vis

Inaugura la mostra del fotografo Federico Giammattei

Domenica 17 dicembre 2017 alle ore 17.30

INGRESSO LIBERO da martedì a domenica dalle 15 alle 19

Il vis-à-vis era la configurazione delle prime automobili della storia, in cui due file di sedili erano messe l’una di fronte all’altra: come in una carrozza senza cavalli, i passeggeri si osservavano vicendevolmente durante il viaggio.

Scopo della mostra è stimolare la voglia di scoperta e di osservazione reciproca con quelle persone tagliate fuori dalla cultura dell’immagine, che vede oggi la sua massima inflazione e diffusione, semplicemente perchè rappresentano una minoranza all’interno della società: i “disabili”.

Per realizzare questo progetto Federico Giammettei ha dovuto superare due principali difficoltà. In primo luogo l’estraneità che i soggetti avevano riguardo a tutto ciò che concerne la propria immagine ritratta.

Il trovarsi di fronte a un obbiettivo, rivedere la propria immagine, aprirsi e concedersi a qualcuno che vuole catturare i nostri tratti e le nostre singolarità, hanno suscitato inizialmente grande diffidenza. Decisiva in questo frangente è stata l’esperienza di vita del fotografo, che sin dalla nascita lo ha portato ad interagire con la disabilità, potendo quindi vederla e considerarla senza pregiudizi, senza la percezione di diversità. In un percorso di oltre dieci anni all’interno dei centri Anfass onlus di Lucca, Federico Giammattei ha potuto educare alla propria immagine queste persone che ne sono spesso private, vincendo la vergogna, la paura e l’incredulità che un occhio esterno gli sucitava. Fino ad arrivare a vedere le stesse persone felici ed entusiasite di essere immortalate.

Dall’altro lato l’ostacolo da superare era proporre qualcosa di non conforme al modello che ora mai, la ripetizione compulsiva di un immaginario egocentrico e materialista, ha imposto come unico; e in confronto al quale una differenza viene percepita come anomalia e non come alternativa.

Da queste foto i soggetti ci guardano e vogliono essere guardati Vis-à-Vis, faccia a faccia, da persona a persona.

E’ importante qui ricordare la sempre più crescente rilevanza che sta assumendo a livello internazionale il diritto all’auto-determinazione: il diritto di ogni individuo, incluso le persone con disabilità, di farsi carico delle responsabilità e di controllare ogni aspetto della propria esistenza. Secondo il principio fondamentale per cui la persona non è la disabilità. La disabilità è la necessità di adeguare ciò con cui veniamo in contatto per rendere accessibile a tutti ciò che, altrimenti, lo è solo per alcuni.

Vis-à-vis vuole quindi creare una triplice specchiatura: quella fra i soggetti ritratti e la loro immagine, quella fra i soggetti e gli spettatori, e quella fra quest’ultimi e loro stessi che potranno riconoscersi simili alle persone sui sedili di fronte e partecipi con loro dello stesso viaggio.

Le foto esposte sono state scattate dietro le quinte degli spettacoli allestiti dagli utenti dei centri Anffas onlus di Lucca, poco prima di entrare in scena.


Federico è nato e cresciuto a Lucca, inizia nel 2004 come inviato stampa per alcune testate presso i principali Festival  cinematografici italiani ed europei. In contemporanea porta avanti gli studi al Dams di Bologna.

Da sempre legato alla fotografia prosegue l’attività festivaliera come fotografo. Da qui intraprende l’attività di free lance per vari anni, per poi trasferirsi a Milano nel 2013.

A Milano prosegue l’attività di fotografo e lavora ai suo primi incarichi come Direttore della fotografia.

Dopo due anni si trasferisce a Roma, dove inizia la collaborazione con la casa di produzione MAP-studio. Qui realizza commissioni in ambito cinematografico, televisivo e fotografico, continuando la sua principale attività di ritrattista.

Da anni ormai, parallelamente al suo lavoro, porta avanti numerosi progetti personali. Primo fra tutti, la collaborazione decennale con i centri Anffas onlus di Lucca.

Il rapporto con persone con disabilità intellettiva, gli da la possibilità di realizzare una serie di ritratti che fanno parte di  un nutrito archivio  tuttora in corso d’opera.

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