L’esposizione multi-personale “Viaggio nell’astrattismo contemporaneo” ha presentato al pubblico lucchese il gruppo Spazio 23, il quale ha base in Versilia ed è formato da sei artisti che collaborano sistematicamente, dimostrandosi molto attivi anche sul fronte della solidarietà. Provenienti da percorsi e sensibilità differenti tra loro, ma accomunati dall’aver fatto dell’astrattismo il proprio canale espressivo d’elezione, i membri di Spazio 23 sono riusciti, in questi primi due anni di attività, a mantenere ognuno la propria individuale originalità ed i propri stilemi identificativi, dimostrandosi tuttavia capaci di contaminarsi e arricchirsi a vicenda. In “Viaggio nell’astrattismo contemporaneo” notiamo una interessante varietà di materiali, molti dei quali di recupero (manifesti, vecchi giornali, tessili vari, tavole di compensato) e di tecniche. Visitando le sale della mostra e scorrendo le pagine del catalogo vediamo coesistere perfettamente e anzi comunicare tra loro una pluralità di linguaggi e sensibilità: lo storytelling d’impatto e a tratti fumettistico di Baroni, le composizioni di
frammenti in stile vagamente tangram di Becherelli, la ricerca di equilibrio tra forme e spazio, nero e oro di Bianchi, l’astrattismo parziale delle visioni urbanistiche oniriche di Cinquini, l’apparente serialità di Coppola (con l’allure di un Paul Smith del figurativo), la sperimentazione straniante di Di Sacco (vissuta all’insegna di distorsioni, frammentazioni e aloni di colore).
Testi di Martina Bacci di Capaci (curatrice della mostra) e Gaia Querci (curatrice del gruppo).